Il presidente di Cia Forlì-Cesena, Maurizio Solfrini, legge positivamente la proposta di un club di prodotto per valorizzare la gastronomia del territorio cesenate lanciata da Paolo Lucchi. E sulla legge regionale sugli agriturismi: «Ben vengano maggiori controlli: l’importante è che siano fatti per tutelare la grande maggioranza di chi lavora seriamente, senza intenti punitivi».
(Cesena – 30 agosto 2008) – Un club di prodotto per la gastronomia del territorio cesenate? La proposta lanciata dal Consigliere Regionale e candidato Sindaco alle primarie del PD di Cesena Paolo Lucchi piace alla CIA di Forlì-Cesena, che la legge nell’ottica di una valorizzazione dei prodotti agricoli della Romagna legata al territorio nel suo insieme.
Per quanto riguarda il progetto di legge regionale sull’agriturismo CIA Forlì-Cesena ritiene che esso vada nella direzione di un miglioramento delle attività agrituristiche, chiarendo meglio gli obblighi e le prescrizioni degli operatori e legando maggiormente l’attività agrituristica all’attività agricola. «Ci fa piacere rilevare – dice il presidente, Maurizio Solfrini - che sono state accolte diverse richieste della nostra organizzazione quali la razionalizzazione del numero dei pasti e degli alloggi, nonché il legame che viene stabilito fra gli stessi. Certo non mancano le criticità, ma speriamo che nel testo definitivo si possa arrivare a un’ulteriore messa a punto».
In particolare, rispetto alle verifiche sulle attività agrituristiche, la CIA non intende sottrarsi ad alcun confronto con le altre Organizzazioni di categoria. «Riteniamo comunque che la nuova legge, così come del resto anche la precedente, individui una serie di controlli e verifiche da parte degli enti preposti che una volta compiutii garantiscano l’esercizio corretto e in piena legalità dell’attività agrituristica. L’importante è che i controlli vengano fatti per tutelare coloro che lavorano seriamente, e sono la maggioranza, senza intenti punitivi».
«Il progetto di legge regionale – conclude Solfrini - va nella direzione della piena attuazione della legge d’Orientamento del 2001, per quel che riguarda appunto la multifunzionalità e le attività connesse all’attività agricola. Attività assolutamente necessarie a garantire la continuità e il sostentamento di tante aziende agricole, stritolate da aumenti esagerati dei costi di produzione e bassi livelli di remunerazione dei prezzi dei prodotti agricoli in campo».
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Domenica 17 agosto alle ore 17 al Bagno Merida di Punta Marina di Ravenna aperitivo letterario con Patrizia Grementieri, autrice di “Se c’è riuscita Camilla” (Parker Bowles, ovviamente), esilarante manuale di sopravvivenza per donne in crisi sentimentale idealmente ispirato alla consorte del principe di Galles.
(Ravenna, 7 agosto 2008) - Trovare l’uomo della propria vita in spiaggia, anche se si sono passati gli “anta” e le stagioni migliori sono alle spalle? Non è impossibile, grazie ai consigli di “Se c’è riuscita Camilla - da poiana a giaguara in sette mosse”, esilarante manuale di sopravvivenza per donne in crisi sentimentale idealmente ispirato alle disavventure della consorte del principe Carlo d’Inghilterra. L’autrice Patrizia Grementieri, una serissima esperta di analisi organizzativa prestata all’umorismo, sarà al Bagno Merida di Punta Marina di Ravenna (in via Fontana 76, tel. 0544 - 437164) domenica 17 agosto alle 17,00 per un incontro con i lettori.
Dalla scelta del lettino e del costume fino al tacco da abbinare al pareo il manuale - pubblicato da Edit Sapim - spazia con leggiadra ironia tra i vari accorgimenti per le aspiranti “giaguare”. Obiettivo: dimenticare il marito, ex vitellone DOC, fuggito con la badante ucraina della nonna in un raptus di vitalità senile.
Nel libro si alternano strumenti “altamente scientifici” come lo History Car Test, un modello per valutare l’affidabilità del sedicente principe azzurro in base alle varie automobili che ha posseduto, e descrizioni dei “territori di caccia”, tra cui spiccano cimiteri e cassonetti dell’immondizia. La Grementieri dispensa consigli anche per la prima cena («affinché non diventi l’ultima») e per la revisione estetica in base al proprio indice di massa corporea («se è superiore a 25 evitate le fantasie sulla biancheria intima: le ciliegie potrebbero diventare cocomeri»), oltre che per l’uso dei gioielli («da indossare con parsimonia, per evitare l’effetto statua votiva ricoperta di “per grazia ricevuta”». Da non trascurare, infine, la revisione culturale, con lo studio sistematico di Gazzetta dello Sport e affini.
Al libro si affianca un blog (www.sapim.it/camilla) molto visitato. “Se c’è riuscita Camilla” (64 pp., edizioni Edit Sapim) è in vendita al prezzo di copertina di 9,90 euro nelle migliori librerie e online sul sito di Sapim (www.sapim.it).
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(Cesena – 4 agosto 2008) - Sono sempre meno gli agricoltori disposti a investire in pesche e nettarine, e così uno dei punti di eccellenza della nostra frutticoltura sta passando in secondo piano, tanto da far perdere alla regione il tradizionale primato produttivo. A lanciare l’allarme per il futuro del fiore all’occhiello della produzione di frutta regionale, fregiato dell’ambito riconoscimento IGP, è Maurizio Solfrini, presidente della Confederazione Italiana degli Agricoltori di Forlì-Cesena, che domani sera sarà in piazza Primo Maggio a Cattolica per presentare direttamente ai turisti la bontà delle specie coltivate in Romagna.
«Dopo il boom degli anni Ottanta, quando in tutte le province della regione aumentarono gli investimenti - dice Solfrini - è dagli anni Novanta che assistiamo a una diminuzione complessiva della superficie coltivata. Dal 2000 al 2006, tale tendenza si è aggravata e l’Emilia Romagna ha ridotto i propri investimenti nella frutta in generale: 8.500 ettari in meno, passando da 75.600 ettari agli attuali 67.100, con una riduzione dell’11%. La specie più penalizzata è stata, ancora una volta, il pesco, con 4.900 ettari in meno in tutta la Regione, di cui 3.600 sottratti alla Romagna».
Colpa della concorrenza italiana ed estera sulle varietà più precoci, ma anche dell’andamento stagnante dei consumi interni. «La gente ha meno soldi in tasca e quindi tende ad acquistare meno frutta», afferma Solfrini. «Per fortuna la ricerca, che nella nostra regione è portata avanti soprattutto dalle strutture cooperative, riesce grazie all’introduzione di nuove varietà a mantenere alta l’attenzione dei consumatori e le possibilità di reddito degli agricoltori».
Per promuovere le pesche e nettarine di Romagna IGP la Confederazione Italiana Agricoltori di Forlì-Cesena e Ravenna, insieme a Copagri e Confagricoltura, sta girando la riviera adriatica con la manifestazione “Un mare di frutta”. I prossimi appuntamenti sono martedì 5 agosto a Cattolica in piazza 1° Maggio, sabato 9 agosto a Marina di Ravenna in piazza Markus e mercoledì 13 agosto a Lido Adriano in piazza Vivaldi. Tutti gli incontri si svolgono dalle 20 alle 23 con degustazioni e assaggi in collaborazione con i principali produttori della zona.
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Confederazione Italiana Agricoltori Forlì-Cesena
Comunicato stampa