(Cesenatico, 12 febbraio 2011) – Mauro Pasolini, presidente del consorzio di cooperative Conscoop è stato confermato alla guida di Legacoop Forlì-Cesena. È in carica dal 2002 ed è al terzo mandato. Mario Tamanti (Apofruit Italia), di fresca nomina come consigliere, è stato eletto vicepresidente insieme ad Elena Grilli (CAD).

Oltre a Tamanti i nuovi ingressi nel CDA sono quattro: Luca Benedettini (COCIF), Davide Ceccaroni (Novacoop), Marcello Strada (Coop Adriatica) e Lisa Tormena (Sunset). Confermati in carica i consiglieri Maurizio Angeli (Polo Autotrasporti), Domenico Balestri (CAIEC), Alberto Bonamici (CEIF), Cristina Campana (La Fonte), Lauro Giovannini (Due Tigli), Elena Grilli (CAD), Luana Grilli (Il Mandorlo), Sergio Lorenzi (CEAR), Agostino Mainetti (Idrotermica Coop), Mario Natale Mezzanotte (Conad), Luca Panzavolta (Conad), Giovanni Piersanti (CAC), Graziano Rinaldini (Formula Servizi), Paola Rossi (Acquarello), Enrico Salvi (CLAFC). Le nomine sono avvenute venerdì sera, in coda allo svolgimento del XXIII Congresso dell’associazione, tenuto al palazzo del Turismo di Cesenatico.

Nel quadriennio appena trascorso le cooperative hanno difeso l’occupazione, a scapito delle marginalità: i lavoratori delle 233 imprese associate, che nel 2007 erano poco più di 11.300, nel 2010 sfiorano le 12.500 unità (+10,5%), ma gli utili sono calati del 15,5%. Il valore della produzione è stabile attorno a quota 2,4 miliardi di euro.

«Non possiamo nasconderci – ha detto Pasolini all’assemblea congressuale, che se è vero che non fuggiamo e che sappiamo reagire mettendo in gioco patrimoni e risorse è altrettanto vero che il costo che stiamo pagando è più alto e la nostra tenuta è realmente a rischio. È questo il momento per la politica di ridefinire senza indugi gli equilibri di questa regione». E alle altre centrali cooperative, che a livello nazionale si sono già unite con Legacoop nell’Alleanza Cooperativa Italiana, lancia un messaggio: «Il percorso per superare le nostre divisioni finalmente è iniziato ed è irreversibile. Noi dobbiamo renderlo semplice e veloce».

A livello locale il progetto è di: «valorizzare le opportunità ambientali dell’intero territorio provinciale dandogli una dimensione urbana», coniugando il patrimonio esistente, «uno dei più rilevanti d’Italia costruito in cinquant’anni di buone politiche», in un unico progetto che coinvolga l’intera area romagnola. E sulla questione “Romagna” Pasolini ha invitato a superare le sterili dispute di confine. «Si potrà aprire un confronto interregionale fra i due territori, perché di due territori si tratta, solo se la questione Romagna sarà sviluppata con l’impegno di definire un progetto comune di riorganizzazione sociale che corrisponda alle esigenze dell’insieme e non delle singole realtà».

Per superare il rischio del declino e non perdere definitivamente il confronto con la globalizzazione, Pasolini ha rigettato l’idea dei dazi. La parola chiave è “sussidiarietà”, cioè «dare vita a un modello sociale e a un sistema economico che permettano al privato di ereditare il ruolo sin qui svolto dal pubblico». Il presidente di Legacoop ha rivendicato il ruolo svolto dalle piccole e medie imprese radicate nel territorio. «Senza le protezioni, i vantaggi e il protagonismo mediatico della grande industria non minacciano migrazioni e sono da sempre la vera forza e la vera fonte di ricchezza, anche sociale, del nostro Paese. Il mondo cooperativo rappresenta 43.000 imprese, 12 milioni di soci, oltre un milione di occupati e 127 miliardi di fatturato. Qualche cosa in più della FIAT. Sarebbe interessante calcolare quanto è costato allo Stato questo sistema rispetto a quanto ci è costata sin qui la sola FIAT».