Dal 2009 le Associazioni d’Impresa della Provincia di Forlì-Cesena hanno avviato un Tavolo Unitario per confrontarsi, per affrontare insieme le problematiche delle aziende e del territorio, per porsi unitariamente come interlocutore delle Amministrazioni Locali. Nell’intento di misurarsi, ognuno per il proprio ruolo, non solo nel trainare fuori dalla crisi un territorio, ma per spingerlo verso una traiettoria che si chiama futuro attraverso innovazione, rispetto dei diritti, sviluppo.

1. LA COESIONE SOCIALE
Garantire e sostenere azioni di INCLUSIONE LAVORATIVA delle FASCE PIU’ DEBOLI e svantaggiate della popolazione, privilegiandole rispetto a quelle che, puntando al mero ribasso economico, non le tutelano. L’Ente pubblico deve essere garante della loro tenuta.

2. IL RISPETTO
DELLE REGOLE
Applicare Norme chiare per la valorizzazione delle imprese sane che qualificano la Comunità. Predisporre, in maniera coordinata, tutti i possibili strumenti di Controllo e di ESCLUSIONE DAL MERCATO delle imprese e delle attività produttive, di qualsiasi tipologia e dimensione, che non applicano forme contrattuali riconosciute e certe (lavoro irregolare), così come buone prassi di adeguamento normativo in materia di sicurezza sul lavoro e che, inoltre, alterano la leale concorrenza e la competitività tra imprese.

3. LA QUALIFICAZIONE
DEL TERRITORIO
Qui si gioca il senso di responsabilità delle Amministrazioni e delle municipalizzate e si manifesta il reale peso che si vuole dare al tema dello SVILUPPO, che non può prescindere dal TUTELARE la DIGNITA’ delle PERSONE e del LAVORO e dal garantire una concreta qualificazione urbana e strutturale del territorio.
Valorizzare le imprese legate al territorio e SUPERARE, negli APPALTI PUBBLICI, la prassi del MASSIMO RIBASSO, reale o spesso celata nella proposta economica più vantaggiosa, in quanto, pratica di assoluta incoerenza rispetto alla qualificazione territoriale e agli standard di efficienza e qualità, che in questi anni sono stati richiesti come carico d’investimento alle imprese e d’impegno ai lavoratori. D’incoerenza rispetto alle azioni messe a punto contro l’illegalità.

4. LA PIANIFICAZIONE
DELLO SVILUPPO
Pianificare in maniera concertata i programmi di sviluppo indirizzando e ORIENTANDO l’utilizzo delle RISORSE disponibili in azioni che, rispondendo alle esigenze della PERSONA e della COMUNITA’, trasformino il TERRITORIO in un’ UNICA CITTA’ in cui far crescere il futuro. TUTTI: imprese, associazioni, organizzazioni sindacali, istituzioni, amministrazioni, enti, dobbiamo remare nella stessa direzione. L’impegno alla crescita non esclude nessuno.
5. DARE CREDITO
AL TERRITORIO
Non gravare, da parte delle Banche, le imprese di costi e di vincoli, ma porsi come PARTNER PER LO SVILUPPO, rivedendo le restrizioni che frenano le possibilità di ripresa e di rilancio, soprattutto delle PMI. Rivedere i parametri imposti da “Basilea 2”; rafforzare i percorsi di sostegno per la promozione e la creazione di nuova impresa, soprattutto se innovativa, femminile e formata da giovani; sostenere i Consorzi Fidi e liberare risorse per le imprese.

6. IL SOSTEGNO
ALLE IMPRESE
Individuare strumenti e risorse adeguati a sostenere i processi di ricerca, innovazione, internazionalizzazione delle imprese e mettere in atto politiche di collaborazione vera e reale messa in rete fra i vari soggetti pubblici e privati che nelle rispettive aree operano.
Rendere concreta, misurabile e fattiva la CESSIONE DEL DEBITO dell’Ente Pubblico nei confronti delle imprese loro committenti agli Istituti Bancari, con i quali, lo stesso, definisca delle modalità, che in nessun caso prevedano azioni di concordato, tipo rivalsa o scontistica, a carico delle imprese stesse.

7. SEMPLIFICARE
La SEMPLIFICAZIONE, la trasparenza, la razionalizzazione, il coordinamento, l’efficienza e la CERTEZZA DEI TEMPI degli atti e delle procedure amministrative sono qualità istituzionali da perseguire in maniera UNITARIA tra i diversi Comuni e/o Amministrazioni. Sono gli elementi che caratterizzano un Ente Pubblico dalla parte dei cittadini, delle imprese e del PROGRESSO.

8. LA SUSSIDARIETÀ
Creare una nuova visione dello sviluppo che possa contare su una funzione istituzionale che INDIRIZZA, REGOLA e controlla e su un ruolo dell’impresa che PROGETTA, realizza e GESTISCE. AMPLIARE, quindi, il quadro della SUSSIDARIETA’ e di una maggiore liberalizzazione e cessione dei servizi pubblici in un’ottica di sviluppo coeso e coordinato.

9. INNOVARE
Trasformare le difficoltà della crisi in OCCASIONI DI SVILUPPO attraverso progetti di  INNOVAZIONE e CAMBIAMENTO che vedano nei GIOVANI e nel lavoro femminile i protagonisti della costruzione di un futuro, capace di garantire uguali opportunità di realizzazione e crescita.

10. OSARE
IL CAMBIAMENTO
Alle imprese e al loro sistema di rappresentanza, si chiede di cambiare, di evolversi, di collaborare, di fare rete, ma il “pubblico”, la politica, le istituzioni, le amministrazioni, sono in grado di innovarsi, di creare sinergie, di collaborare davvero, di considerare il territorio, provinciale o regionale che esso sia, come una realtà unica, come un sistema di vasi comunicanti, su cui costruire progetti e destinare risorse in modo equo, nella consapevolezza che è tutto il territorio a competere e non i singoli campanili?  Ecco che allora occorre cambiare passo e cambiare le logiche fin qui perseguite, occorre osare un cambiamento di rotta.